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I Filler

Aggiornamento: lug 13

I più popolari trattamenti della medicina estetica, offrono soluzioni immediate senza dover ricorrere al bisturi.


I Filler (dall’inglese to fill = riempire, dunque letteralmente “riempitivi”), sono prodotti destinati a essere veicolati mediante iniezione nel derma o nell’ipoderma per migliorare l’aspetto della cute e correggere inestetismi quali rughe, solchi e perdite di volume, riempiendoli, sostenendoli e rimodellandoli.

L’effetto è di rendere più giovane e fresco l’aspetto della pelle, dunque il volto è la sede dove è più frequente l’impiego dei filler. Questi risultati sono dovuti, oltre che dall’effetto fisico di riempimento, dagli effetti biologici determinati dalle sostanze iniettate nel tessuto sottocutaneo che stimolano l’attività dei fibroblasti, cioè delle cellule deputate alla produzione delle molecole che costituiscono il tessuto sottocutaneo: elastina, collagene e acido ialuronico. La produzione di queste molecole determina un effetto di ringiovanimento dei tessuti che diventano più idratati, turgidi ed elastici.

La popolarità dei filler è anche dovuta al fatto che producono risultati immediati e di elevata qualità, con una tecnica decisamente meno invasiva e costosa rispetto alla chirurgia estetica tradizionale. D’altra parte, se più di 50 aziende farmaceutiche mettono in commercio oltre 160 prodotti, è evidente che il mercato dei filler sia più che fiorente e, ovviamente, redditizio.

L’impiego dei filler è prevalentemente la correzione degli inestetismi cutanei causati dall’invecchiamento, da modificazioni importanti del peso e da patologie. Inoltre, vengono impiegati per aumentare il volume di guance, mento e labbra, effettuare piccoli rimodellamenti del naso, correggere asimmetrie.

I filler attualmente in commercio si possono classificare in due categorie: riassorbibili e non riassorbibili.

Filler riassorbibili.

Sono costituiti da materiali biologicamente compatibili, quali collagene e acido jaluronico, già normalmente presenti nel nostro organismo e perciò degradati dall’organismo in tempi più o meno lunghi.

  • I Filler a base di acido Jaluronico sono i filler più adoperati, grazie alla loro estrema duttilità e sicurezza. La disponibilità di un prodotto, la jaluronidasi, in grado di degradare l’acido jaluronico, garantisce di poter porre rimedio immediato alla maggior parte dei possibili effetti avversi. La durata dei filler a base di acido Jaluronico può variare da 3 a 12 mesi, a seconda del grado di cross-link (reticolazione), un processo che rende meno degradabile la molecola per mantenere più a lungo gli effetti estetici, anche se questo può rendere più probabili gli effetti collaterali.

  • I Filler a base di Collagene sono meno utilizzati per la relativamente elevata incidenza di effetti avversi dovuti a reazioni allergiche.

  • I Filler a base di Agarosio sono derivati da alghe rosse, recentemente entrati in commercio e il loro funzionamento si basa sul fatto che determinano una reazione infiammatoria che stimola la produzione di nuovo collagene ed elastina.

Filler non riassorbibili.

Sono costituiti da materiali sintetici che, combinati con l’acqua dei tessuti, costituiscono un gel stabile che rimane pressoché inalterato nel tempo. Per questo motivo devono essere attentamente valutati perché eventuali complicanze, possibili anche a distanza di anni, possono essere corrette solo con tecniche chirurgiche.

L’azione di questi filler provoca una reazione da corpo estraneo nei siti dove vengono iniettati, in modo da stimolare l’attivazione dei fibroblasti, un particolare tipo di cellule che contribuiscono alla guarigione delle ferite producendo collagene. Questo collagene così prodotto va a riempire i solchi e le rughe dove viene iniettato.

Filler a lento riassorbimento.

  • Il Filler a base di idrossiapatite di calcio è costituito da microsfere di idrossiapatite di calcio sospese in un gel. L’iniezione del preparato stimola la produzione di collagene intorno alle microsfere provocando a un progressivo ispessimento del derma. L’effetto dura circa 15 mesi.

  • I Filler a base di acido polilattico utilizzano un polimero sintetico che, provocando una risposta infiammatoria dei tessuti cui consegue la deposizione di collagene, permette un ispessimento del sottocute. Ogni somministrazione offre un effetto limitato, sicché sono necessarie generalmente tre iniezioni per ottenere il risultato che dura circa due anni.

Insieme ai filler, possono essere iniettate altre sostanze attive sui tessuti quali vitamine, minerali, nutrienti, ormoni, fattori di crescita, aminoacidi e anche colture autologhe di fibroblasti e plasma ricco di piastrine.

Effetti avversi.

Gli effetti collaterali più comuni sono i lividi sulla sede di iniezione ed edema, più raramente reazioni allergiche (soprattutto con il collagene), infezioni, ischemie per compressione di vasi da parte del filler.


Cosa fare dopo il trattamento con i filler

L’assistenza post-procedura è importante per ottenere risultati ottimali, dunque è importante che i pazienti seguano i consigli del medico per i giorni successivi.

In particolare è opportuno evitare di esporsi al sole e a temperature estreme come nelle saune o sulla neve.

Gli impacchi di ghiaccio possono aiutare ad alleviare intorpidimento e gonfiore temporanei.

In genere, si consiglia al paziente di astenersi per qualche giorno dall’esposizione a temperature troppo elevate come la sauna, oltre che dall’esposizione solare diretta.


L'impiego dei Filler è estremamente versatile. Permette di ottenere risultati di altissima qualità anche in caso di problematiche che, fino a poco temo fa erano di esclusiva pertinenza della chirurgia plastica e ricostruttiva. Un uso appropriato dei filler, da parte di un operatore esperto, consente di porre rimedio a inestetismi maggiori, quali esiti cicatriziali deturpanti, senza correre rischi, senza dover affrontare procedure chirurgiche, con poco o nessun dolore, con una spesa equivalente a un decimo di quella necessaria per il trattamento chirurgico.



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